<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>Come usare un Mac e un iPhone per migliorarti la vita.</description><title>zenmac</title><generator>Tumblr (3.0; @zenmac)</generator><link>http://zenmac.tumblr.com/</link><item><title>Zenmac 2 è su zenmac.it</title><description>&lt;a href="http://www.zenmac.it"&gt;Zenmac 2 è su zenmac.it&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;Zenmac 2 è arrivato e come vi avevo annunciato non è più su Tumblr. Correte su&lt;a href="http://www.zenmac.it"&gt;Zenmac.it&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/3686999415</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/3686999415</guid><pubDate>Sun, 06 Mar 2011 16:25:08 -0500</pubDate></item><item><title>Articolo meraviglioso</title><description>&lt;a href="http://mnmal.org/post/3444400532"&gt;Articolo meraviglioso&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;Magari smetterò di irritarmi ogni volta che apro Mail.app/Sparrow.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/3460709361</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/3460709361</guid><pubDate>Wed, 23 Feb 2011 02:28:02 -0500</pubDate></item><item><title>The Mac App Store: Pear Note</title><description>&lt;a href="http://www.usefulfruit.com/blog/2011/02/the-mac-app-store-effect/"&gt;The Mac App Store: Pear Note&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;Quando qualche giorno fa ho parlato del MAS, l’ho fatto da un ottica prettamente da utente, dimenticandomi in maniera becera di dare un punto di vista diverso: quello dello sviluppatore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi riporto quindi uno dei tanti stralci di testimonianza che si trovano in giro per i blog. Non sarà andata a tutti così, ma è troppo notevole per non parlarne.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;I’ll get right to it. The Mac App Store has more than doubled total revenue from Pear Note, and I’m ecstatic. Sure, others are seeing orders of magnitude improvements, but doubling sales is plenty for me. Note that this happened without playing any pricing games or doing any other unusual stunts. Pear Note on the store is $39.99, the exact same price as it is and always has been when purchased directly.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;img src="http://www.usefulfruit.com/blog/wp-content/uploads/2011/02/mas_revenue.jpg" width="514" height="306"/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/3315511133</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/3315511133</guid><pubDate>Tue, 15 Feb 2011 17:33:37 -0500</pubDate></item><item><title>Cambiamento feed</title><description>&lt;p&gt;I preparativi per Zenmac 2 stanno andando a gonfie vele, conto di mostrarvelo nel giro di un paio di giorni. C&amp;#8217;è però prima qualcosa che ho bisogno di chiedervi. Il nuovo blog avrà un nuovo indirizzo (non sarà su Tumblr) e di conseguenza cambierà il feed RSS.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con un minimo di lungimiranza (che avrei dovuto avere in passato) mi sono iscritto a Feedburner in modo da evitare futuri problemi di questo tipo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dovreste quindi aggiornare i vostri RSS reader con questo nuovo indirizzo: &lt;span&gt;&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/zenmac."&gt;http://feeds.feedburner.com/zenmac.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Sarà poi FeedBurner ad occuparsi delle modifiche necessarie con zenmac 2 e di tutte quelle future.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/3306700447</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/3306700447</guid><pubDate>Tue, 15 Feb 2011 03:21:45 -0500</pubDate></item><item><title>Il Mac App Store?</title><description>&lt;p&gt;Ormai è fisso nel mio dock da un po&amp;#8217; di tempo. Inizialmente pensavo di togliere l&amp;#8217;icona, sono molto rigido su cosa deve stare nel dock e cosa no. Lui stranamente non se n&amp;#8217;è ancora andato. Ho persino deciso di ripristinare il MacBook Pro con una installazione nuova di zecca di Snow Leopard per risolvere alcuni inspiegabili problemi e a sistema operativo appena lanciato, ho subito notato come mi mancasse lo strumento principale per installare i software essenziali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tanto, troppo, troppissimo è già stato detto sul MAS. Mi limito quindi a dirvi cosa ne penso in questi giorni di utilizzo. La prima cosa che ho notato è che difficilmente avrà una crescita paragonabile a quella degli AppStore per iOS. Perché? Semplice, il prezzo medio delle app su iPhone si aggira sui 2/3€, quelle sul MAS si avvicinano facilmente ai 30/40€. Sicuramente la gente ci pensa un po&amp;#8217; più a lungo. In questo contesto sicuramente avrebbe fatto molto piacere avere un sistema di demo e trial, trovo semplicemente inspiegabile e assurda questa mancanza. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La qualità degli applicativi è piuttosto alta. Sono entrati subito a gran voce alcuni personaggi molto importanti: Evernote, Mindnode, Jumsoft Money e tutte le app di iLife e iWork. Inutile dire come si senta la grande mancanza di Adobe, Microsoft e di software house più focalizzate su mercati di nicchia. Nel mio caso Native Instruments, Ableton e Propellerheads. E&amp;#8217; pur vero che pacchetti di questo tipo hanno prezzi che difficilmente rimangono nelle due cifre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In ogni caso è piacevole leggere le review, anche se la sindrome da &amp;#8220;dò una stella perché non so usarlo&amp;#8221; già presente negli AppStore mobile, è quantomai diffusa anche qui. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A mio modesto parere un sistema di trial è l&amp;#8217;unica cosa veramente &lt;strong&gt;fondamentale.&lt;/strong&gt; Servono anche altre aggiunte: specialmente sul versante licenze (soprattutto quelle già acquistate). In ogni caso passarci del tempo a scoprire cosa c&amp;#8217;è di nuovo è dannatamente divertente.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/3234986599</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/3234986599</guid><pubDate>Fri, 11 Feb 2011 11:18:26 -0500</pubDate></item><item><title>Il trionfo della superficialità giornalistica</title><description>&lt;p&gt;Qualche settimana fa tutti i blog del settore hanno parlato di come l&amp;#8217;iPad abbia sostanzialmente fallito la sua missione di salvare magazines e riviste. Un po&amp;#8217; per le applicazioni mediocri che sono state sviluppate, un po&amp;#8217; per i contenuti sempre meno al passo con quello che è possibile trovare in rete. Personalmente però sono sempre stato convinto di una cosa. Il giornalista, quello vero, è in grado di dare al lettore un&amp;#8217;analisi che va ben oltre il fatto puro. E&amp;#8217; in grado di guardare le cose da un punto di vista più elevato, percepire la visione d&amp;#8217;insieme. Ho sempre pensato che il giornalista si occupasse di un&amp;#8217;arte diversa da quella del blogger. Più raffinata, sofisticata.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Va da sé che da questo ambiente bisogna escludere la quasi totalità delle pubblicazioni italiane e la cosa è effettivamente triste. C&amp;#8217;è solo una testata a cui sono abbonato, che ho sempre letto volentieri e che ho sempre trovato allineata all&amp;#8217;idea di giornalismo a cui sono affezionato: Wired. Ciò che ho sempre amato di Wired è il fatto che discute di tecnologia inserendola in contesti più ampi. Ha un taglio (se vogliamo) simile a quello di questo blog. Ma mi ha fatto una brutta sorpresa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ieri sera ho aperto il numero di gennaio, bella copertina, colorata e studiata bene. Ho sonno e poco tempo quindi schizzo a leggere gli articoli più brevi. Il primo che mi capita sotto mano è a pagina 118: fa parte della rubrica Sans Papier ed è scritto da Maurizio Ferraris, &amp;#8220;professore di filosofia teoretica all&amp;#8217;Università di Torino&amp;#8221;. Leggetelo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;#8217;articolo vuole essere un&amp;#8217;analisi originale di come l&amp;#8217;iPad integra la nostra memoria e la nostra &amp;#8220;anima&amp;#8221; proseguendo la tradizione di tutta una serie di altri strumenti considerati storicamente importanti, dalle tavolette di cera alla carta e penna. Vero. Ma, sul serio? Questo è ciò a cui un professore universitario e &lt;em&gt;filosofo &lt;/em&gt;può arrivare nell&amp;#8217;analizzare come un dispositivo tecnologico può aver cambiato/migliorato/peggiorato le nostre vite? Questa è l&amp;#8217;analisi approfondita e giornalistica che è in grado di fornirci? Mi innervosisco, ma vado avanti.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Mi spiego. Un primo nome pensato per l&amp;#8217;iPad era McTablet.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Forse era &lt;strong&gt;Mac&lt;/strong&gt;Tablet e non &lt;strong&gt;Mc&lt;/strong&gt;Tablet (a meno che non si parli di un nuovo panino di McDonald&amp;#8217;s di cui non so nulla). Posso accettare che una persona che non è appassionata commetta questo errore, e non è affatto grave. Ma che i correttori di bozze non lo vedano, su un mensile di tecnologia, lo è invece. E tanto.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ecco cosa si compra quando si compra un&amp;#8217;iPad: un&amp;#8217;anima, un &amp;#8220;animated book&amp;#8221;, un &amp;#8220;a-book&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ok. Cioè? Come siamo passati da &amp;#8220;anima&amp;#8221; ad &amp;#8220;animated book&amp;#8221;? Solo a me sfugge la logica? Ma ero ignaro di cosa mi aspettava nel finale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il problema, semmai, è che, come tutti i prodotti Apple, quest&amp;#8217;anima ha un carattere fortemente proprietario, può servirsi solo delle applicazioni e dei sistemi pensati a Cupertino. Sicché a volte viene il dubbio che invece di comprarci un&amp;#8217;anima supplementare abbiamo venduto la nostra anima al diavolo, sotto le fattezze beneducate e sorridenti (sebbene lievemente demoniache) di Steve Jobs.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ripeto, &lt;strong&gt;sul serio?&lt;/strong&gt; Qualcuno ha letto questo articolo prima di mandarlo in stampa? Qualcuno si è reso conto di quanto è delirante? Mi astengo dal commentare la solita storia del software proprietario, non è questa la sede, ma in tutto questo continuo a non trovare il filo logico del discorso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&amp;#8217;iPad è un supplemento all&amp;#8217;anima perché ci permette di scrivere e ricordare, quindi è un a-book, ma un po&amp;#8217; demoniaco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Wired, da voi decisamente non me l&amp;#8217;aspettavo. La superficialità con cui è stato scritto questo pezzo è degna degli articoli di tecnologia che appaiono sui peggiori quotidiani politici (e credo che i miei lettori percepiscano di cosa parlo). E&amp;#8217; evidente che l&amp;#8217;autore non sa minimamente di cosa sta parlando, che l&amp;#8217;analisi è campata in aria e non solo non dice alcunché di nuovo, ma quel poco contenuto presente è argomentato in modo delirante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi prego, non costringetemi a scrivere un altro post così. Vi ho sempre difeso, anche quando avete ricevuto tonnellate di critiche per le varie copertine con Fiorello, calciatori e gente varia. Ma così non va. Tornate ad essere dei &lt;em&gt;giornalisti&lt;/em&gt;. Di gente che si riempie la bocca di argomenti che non conosce è pieno il mondo. &lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/2856650996</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/2856650996</guid><pubDate>Fri, 21 Jan 2011 08:23:00 -0500</pubDate></item><item><title>Un'ode a Instapaper</title><description>&lt;p&gt;Difficilmente qualcuno di voi non conoscerà &lt;a href="http://www.instapaper.com"&gt;Instapaper&lt;/a&gt;. Per chi di voi non lo ha mai sentito nominare o semplicemente non ha mai avuto voglia di approfondire la sua conoscenza, esso è un servizio che permette la lettura (anche offline) di articoli, pagine di blog e pressoché qualunque altra cosa previo la pressione del pulsante &amp;#8220;Read Later&amp;#8221;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi spiego meglio. Avete 10 minuti di tempo, fate una scappata su Reeder e trovate un bellissimo articolo da 7000 parole che vorreste sicuramente leggere ma che al momento dovete necessariamente accantonare. Cosa fate? Premete &amp;#8220;Read Later&amp;#8221;, sia esso un bookmarklet sul vostro browser o un pulsante integrato in moltissimi software sia per computer che per dispositivi mobili. Quando aprirete Instapaper (website o applicazione), troverete una lista di tutti gli articoli che avete accantonato, formattati per essere facilmente leggibili su un iPhone o (soprattutto!) un iPad, racchiusi in una delle interfacce più efficaci che l&amp;#8217;umanità abbia mai partorito.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;#8217; un servizio veramente semplice, e nella sua semplicità è geniale. Anzi, di più.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Col diffondersi di Twitter, degli status su Facebook e di queste altre micro-scritture si era addirittura cominciata a vociferare la morte dei blog. Nessuno aveva più voglia di leggere contenuti più lunghi di due o tre righe. Inoltre, iPhone e cloni con i relativi data pack hanno mobilizzato in modo impressionante il nostro utilizzo della rete. Ricordiamoci che fino a qualche anno fa, internet era relegato sullo schermo del nostro computer. A casa, in ufficio, in un internet cafè forse. Ma sicuramente non in metropolitana, in coda in un negozio, in sala d&amp;#8217;attesa prima di andare dal medico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Addirittura, ricordo bene un articolo apparso su &lt;a title="Kill Your Blog" href="http://www.wired.com/entertainment/theweb/magazine/16-11/st_essay"&gt;Wired USA&lt;/a&gt; che decantava come i nuovi servizi di short (e micro) blogging stessero surclassando abbondantemente i lunghi articoli dei blog tradizionali.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Twitter — which limits each text-only post to 140 characters — is to 2008 what the blogosphere was to 2004. You&amp;#8217;ll find Scoble, Calacanis, and most of their buddies from the golden age there. They claim it&amp;#8217;s because Twitter operates even faster than the blogosphere. And Twitter posts can be searched instantly, without waiting for Google to index them.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Era un articolo avveniristico e divise il web, con moltissime &lt;a href="http://paulstamatiou.com/shutting-down-my-blog"&gt;persone&lt;/a&gt; che difendevano a spada tratta il loro lavoro. D&amp;#8217;altronde era impossibile dare completamente torto al giornalista americano. Gli utenti volevano post più immediati. Iniezioni di contenuto. Quell&amp;#8217;articolo che voleva essere (e per certi versi a ragione) un&amp;#8217;analisi lungimirante del futuro decisamente non teneva conto di Instapaper.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Così, lo stesso tempo che impiegherei a leggere un tweet è lo stesso necessario per archiviare in Instapaper un articolo &lt;a href="http://artofmanliness.com/2011/01/02/becoming-superhuman-in-2011/"&gt;molto&lt;/a&gt; lungo. E grazie alla possibilità datami dall&amp;#8217;iPhone, potrò leggerlo facilmente mentre sarò in sala d&amp;#8217;attesa, in metropolitana, in coda in un negozio e così via.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Instapaper ha permesso ad un certo tipo di letteratura elettronica, per molti versi più analitica e impegnata di qualsiasi tweet, di sopravvivere e anzi diventare la protagonista assoluta del web portatile. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiaramente, c&amp;#8217;è anche ReadItLater che fa esattamente la stessa cosa. E penso che ce ne siano almeno un&amp;#8217;altra decina di servizi simili. Ma Instapaper è disegnato esattamente come &lt;em&gt;lo avresti voluto. &lt;/em&gt;Il pulsante giusto è sempre nel posto giusto, e le funzioni che vengono introdotte man mano sono praticamente sempre utili. Cose che non avresti mai chiesto ma che non puoi fare a meno di trovare comode e ingegnose una volta che le hai. In più è veloce, stabile, affidabile. E&amp;#8217; come ogni servizio cloud-based dovrebbe essere.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultimo ma non ultimo, è gratuito. Ma io ho comprato la versione a pagamento. Fosse anche soltanto per premiare un&amp;#8217;idea congegnata bene e sviluppata ancora meglio.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/2611103310</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/2611103310</guid><pubDate>Wed, 05 Jan 2011 13:16:00 -0500</pubDate></item><item><title>Buon Natale da Zenmac</title><description>&lt;p&gt;Non posso perdere l&amp;#8217;occasione di augurare uno splendido Natale a tutti i fedeli lettori di Zenmac. Non dimenticate di dirci tramite &lt;a href="http://twitter.com/zenmacblog"&gt;Twitter&lt;/a&gt; quali iGadget vi ha portato Babbo Natale!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo, mi permetto di segnalarvi due bundle natalizi che stanno facendo il giro del web e che potrebbero fare comodo a qualcuno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.thelittleappfactory.com/"&gt;The Little App Factory&lt;/a&gt; ha un interessante offerta per ottenere tutti i loro software (e sono ottimi, credetemi) ad un prezzo molto molto scontato. Inoltre, tramite &lt;a href="http://www.daringfireball.com"&gt;Daring Fireball&lt;/a&gt; potrete avere un ulteriore riduzione grazie ad un coupon code (che non mi permetto di incollare qui).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da un&amp;#8217;altra parte invece, i ragazzi di &lt;a href="https://fusionads.net/bundle/"&gt;Fusion Ads&lt;/a&gt; (forse il più interessante circuito pubblicitario del web) hanno presentato un pacchetto di applicazioni rivolte al pubblico di web developers e designers. Se siete interessati a quei programmi, il prezzo è strepitoso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordatevi però che &lt;em&gt;qualcosa che costa poco non è mai un affare, se non vi serve.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E con questo, vi invito a staccare per qualche ora gli occhi dai vostri scintillanti iCompagni, godetevi il Natale, la famiglia e, se siete a Milano, la neve che a quanto pare dovrà scendere tra qualche ora :)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Buon Natale da Zenmac! &lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/2458708473</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/2458708473</guid><pubDate>Sat, 25 Dec 2010 11:46:00 -0500</pubDate></item><item><title>@zenmacblog</title><description>&lt;p&gt;Oggi arriva la prima di una &lt;em&gt;cascata di novità. &lt;/em&gt;Secondo i miei piani, le altre giungeranno tutte insieme, in un unico boom.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per il momento però ecco una delle cose più richieste in assoluto. Arriva &lt;a href="http://twitter.com/zenmacblog"&gt;@zenmacblog&lt;/a&gt;, il profilo ufficiale di questo blog su Twitter.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Vi permetterà di tenervi informati sulle news del blog senza dover armeggiare con l&amp;#8217;RSS e inoltre ricevere link consigliati e altre informazioni utili che magari non compariranno mai sul blog.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E&amp;#8217; anche il modo migliore per alimentare il dibattito attorno a ZenMac. Volete commentare un post? Suggerire qualcosa? Segnalare un prodotto? Una mention a @zenmacblog è sicuramente il mezzo più veloce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il consiglio è quindi quello di cliccare &amp;#8220;Follow&amp;#8221;, per una questione di comodità e per non perdere nulla di ciò che Zenmac ha da offrire.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/2416049733</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/2416049733</guid><pubDate>Wed, 22 Dec 2010 09:19:06 -0500</pubDate></item><item><title>Tutto il mondo parla di Viber</title><description>&lt;p&gt;Viber, Viber, Viber. Non si parla d&amp;#8217;altro e la cosa è sensata. Si tratta di Whatsapp per le chiamate, lo aspettavamo tutti no? Sì certo. Quelle che seguono sono due righe di riflessioni personalissime su questa applicazione riferite unicamente alla versione attuale della stessa. Non è escluso che dal prossimo aggiornamento cambi tutto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Viber è una bella, bellissima idea. A dire il vero è un&amp;#8217;idea che tutti avevamo e che loro hanno avuto il coraggio di sviluppare mettendosi a confronto con realtà come Skype e Nimbuzz. Tanto di cappello. Hanno inoltre seguito la strada &lt;em&gt;geniale&lt;/em&gt; intrapresa da Whatsapp un annetto fa: evitare registrazioni, login, status e quant&amp;#8217;altro e puntare sul puro utilizzo. Funziona, e questo è quello che conta. Hanno anche avuto lo straordinario coraggio di pubblicizzare il fatto che non si limita a funzionare in Wi-Fi ma anche con rete 3G facendo leva sul malcontento creato da Apple sulle scelte riguardo a FaceTime. In ultima analisi, hanno rilasciato l&amp;#8217;applicazione gratuitamente. Una strategia di marketing assolutamente ineccepibile. Ma&amp;#8230;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ma il boom con cui sono arrivati sull&amp;#8217;AppStore si è portato dietro una serie di lamentele riguardo a bug strutturali di cui purtroppo Viber soffre. E non si tratta di problemi minori ma di cose che compromettono seriamente l&amp;#8217;utilizzo. Ad esempio, (proprio come Whatsapp) appena installiamo l&amp;#8217;applicazione essa farà uno scan dei nostri contatti per poi comunicarci chi di loro è utente Viber. Peccato che è &lt;em&gt;l&amp;#8217;ultima analisi che farà.&lt;/em&gt; Se dopo questo momento tutti i nostri amici avranno installato l&amp;#8217;app, noi non lo sapremo. Non c&amp;#8217;è un pulsante refresh, chiudere l&amp;#8217;applicazione dalla switchbar non risolve il problema e pare che l&amp;#8217;unico modo sia disinstallare Viber e reinstallarlo. Cosa che francamente mi sono rifiutato di fare. In più i crash sono abbastanza numerosi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora, nessuna applicazione può uscire esente da bugs, ma nella loro eccezionale strategia i ragazzi del team di Viber hanno forse dimenticato un dettaglio. Era &lt;em&gt;scontato&lt;/em&gt; che il loro prodotto sarebbe finito sotto i riflettori di tutto il mondo. In una situazione come questa, bug fastidiosi come quello che ho descritto rischiano di diventare l&amp;#8217;unico oggetto di discussione e compromettere pesantemente il lancio di un servizio altrimenti così ben studiato. A dire la verità non è neanche un &amp;#8220;bug&amp;#8221;, ma una &lt;em&gt;mancanza&lt;/em&gt; di una funzione fondamentale. Ed è un peccato, perché per il resto la realizzazione è davvero ottima (a parte qualche ritardo nelle notifiche che spesso fa perdere la chiamata in arrivo, ma non sono sicuro che sia colpa loro).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Spero davvero che un aggiornamento esca prima che questi problemi lascino un segno definitivo sul marchio di Viber e tra le altre cose spero che tutta la questione dia un messaggio molto chiaro ad Apple: vogliamo FaceTime in 3G.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PS: in origine dovevano davvero essere due righe. Mi sono lasciato prendere la mano, scusatemi.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/2335453795</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/2335453795</guid><pubDate>Thu, 16 Dec 2010 06:10:00 -0500</pubDate></item><item><title>Pausa, New York City</title><description>&lt;p&gt;Domani mattina partirò per una breve vacanza a New York, per cui difficilmente vedrete aggiornamenti su Zenmac. Se può consolarvi, i lavori di cui vi parlavo nell&amp;#8217;ultimo post stanno procedendo molto bene.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In ogni caso, il viaggio sarà la prima vera occasione per provare ad utilizzare la fotocamera dell&amp;#8217;iPhone 4 in condizioni dove davvero &lt;em&gt;vale la pena scattare fotografie.&lt;/em&gt; Affiancherà una Sony HX5V e una Canon EOS 400D, ma ho il sospetto che sarà in assoluto il dispositivo che ne scatterà di più. Inoltre il geotagging fa venire davvero voglia di usarlo (in realtà anche l&amp;#8217;HX5V è dotata di GPS).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo non vuol comunque dire che non dovete più aprire NetNewsWire (o il nuovo Reeder?) fino a settimana prossima: sono a casa fino a domattina e nulla esclude che abbia qualcos&amp;#8217;altro da dirvi. In caso contrario, ci risentiamo tra una settimana. Buone vacanze di Sant&amp;#8217;Ambrogio a tutti i milanesi!&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/2079955252</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/2079955252</guid><pubDate>Fri, 03 Dec 2010 02:47:45 -0500</pubDate></item><item><title>Uno sguardo a ZenMac</title><description>&lt;p&gt;Odio fare post di questo tipo, creare delle aspettative (e poi magari deluderle), ma voglio rendervi partecipi di ciò che sta succedendo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;ZenMac è partito come qualcosa di molto vicino ad un passatempo, un modo per condividere una passione e focalizzare l&amp;#8217;attenzione su aspetti di essa che spesso vengono ignorati. Ora come ora non posso non constatare che i risultati che ho ottenuto in questo brevissimo lasso di tempo hanno completamente spazzato via ogni mia aspettativa e per questo devo davvero ringraziarvi di cuore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In virtù di questo, ZenMac sta per subire una radicale trasformazione. Voglio un sito all&amp;#8217;altezza del dibattito che sta accendendo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per cui vi prego di scusare il fatto che i post in questo periodo saranno più sporadici, ma credo davvero che ne varrà la pena.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1985733025</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1985733025</guid><pubDate>Tue, 30 Nov 2010 07:19:34 -0500</pubDate></item><item><title>Path: La Personal Network</title><description>&lt;a href="http://blog.path.com/post/1576969971/introducing-the-personal-network"&gt;Path: La Personal Network&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;Path è un progetto molto interessante, in moltissimi versi anticonvenzionale. Twitter e soprattutto Facebook ci hanno abituati a condividere pressoché qualsiasi cosa con pressoché chiunque. Le ultime revisioni alla politica di privacy di Facebook non hanno eliminato la paura che tutti abbiamo di condividere qualcosa di cui potremmo pentirci.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Path rema nella direzione opposta, la volontà è quella di creare una rete &lt;strong&gt;limitata&lt;/strong&gt; a 50 altri utenti in modo da costruire uno spazio di intimità dove condividere qualunque cosa senza la paura che possa finire sotto gli occhi sbagliati. E’ intrigante, molto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="http://downloads.path.com/blog/images/2.png" width="400" height="575"/&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ciò che però amo alla follia di questa nuova app è la &lt;strong&gt;cura maniacale&lt;/strong&gt; che gli sviluppatori hanno riposto nella creazione. Dall’interfaccia alle animazioni, è semplicemente perfetta. Apps di questo tipo fanno davvero venire voglia di essere usate.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ esattamente ciò di cui parlavo &lt;a href="http://www.ilmacminimalista.it/post/1255547511/tecnologia-zen"&gt;tempo fa&lt;/a&gt;, avere una dedizione particolare nel progettare l’interfaccia con cui l’utente interagisce con il software è una delle chiavi di volta nel progresso della tecnologia zen.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1671502619</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1671502619</guid><pubDate>Wed, 24 Nov 2010 14:03:00 -0500</pubDate></item><item><title>Dave Caolo: La filosofia del Downgrade</title><description>&lt;a href="http://52tiger.net/down-to-whats-necessary/"&gt;Dave Caolo: La filosofia del Downgrade&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;L’ultimo posto di zenmac riguardava un dispositivo di ultimissima generazione, desiderato dalla stragrande maggioranza della popolazione occidentale. L’ultimo grido, l’ultimo gadget, il top. Quante volte però mi capita di veder gente con l’ultimo BlackBerry, l’ultimo iPhone, l’ultimo Android o il nuovissimo Optimus 7 (di cui dovrò parlare prima o poi) che non sfrutta altro che la parte telefonica e (forse) l’agenda…&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Parlando di questo, sono capitato su un post di Dave Caolo, blogger di TUAW che già qualche tempo fa aveva fatto parlare di sé avendo &lt;a href="http://shawnblanc.net/2010/10/caolo-mac-setup/"&gt;rivelato&lt;/a&gt; di usare un computer che era tutto meno che recente, con dei tasti mancanti e consumato in tutte le sue parti. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ora ha approfondito la cosa, parlando del suo (per ora temporaneo) downgrade ad un vecchio iMac G4 che, come lui stesso ammette, fa tutto ciò di cui ha bisogno.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;I write for a living, so my needs are minimal.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Quanta gente è veramente in grado di ammetterlo? Fra le altre cose Caolo scrive su un blog dedicato al mondo Apple, quindi avrebbe tutti i motivi per mantenere il suo equipaggiamento sempre aggiornato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Si tratta di una lettura davvero interessante. Non dico di tornare tutti indietro ai vecchi G4, ma è una filosofia che fa riflettere.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;NB: il link è nel titolo.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1619951842</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1619951842</guid><pubDate>Fri, 19 Nov 2010 13:12:00 -0500</pubDate></item><item><title>ZenReview: iPhone 4</title><description>&lt;p&gt;Primissima cosa, scusatemi per la mia lunga e prolungata assenza. Come vi avevo scritto, gli esami mi hanno completamente fagocitato e poi ho francamente avuto bisogno di un po&amp;#8217; di vacanza. Inoltre sto pianificando dei cambiamenti abbastanza radicali per Zenmac e sono stato abbastanza impegnato a tracciarne le basi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ad ogni modo: un mese e mezzo fa ho ricevuto un iPhone 4&amp;#160;16GB (dopo averlo atteso per tre settimane a causa delle lunghe liste d&amp;#8217;attesa) per sostituire il mio consumatissimo iPhone 3G.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella che segue è la prima di quelle che io chiamo ZenReview, ovvero un agglomerato sparso di pensieri riguardanti qualcosa, più che una vera e propria recensione. Di quelle ne avrete lette fino ad averne la nausea.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Punto primo: la velocità. Ero abituato sul 3G a dover attendere per fare pressoché qualunque cosa, il 4 è immediato e pressoché istantaneo in quasi tutte le applicazioni. Può sembrare banale, ma cambia radicalmente il modo di lavorare. Fa venir voglia di usarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Punto secondo: la batteria, forse la cosa più importante. Sarà perché è nuovo, sarà perché quella del 3G era ormai consumata a morte, ma questo nuovo 4 dura immensamente di più. Faccio molta fatica a farlo scaricare completamente in una giornata. Diciamo che se non lo caricassi ogni notte penso che coprirei due giorni scarsi. Con il 3G facevo sì e no sei ore. E&amp;#8217; in assoluto l&amp;#8217;aspetto che sento di più. Ho tolto la visualizzazione della percentuale della batteria perché &lt;em&gt;ha smesso di essere un problema.&lt;/em&gt; Posso incollarmi a Cut The Rope tutta la mattina senza il patema d&amp;#8217;animo di rimanere senza telefono per il resto del giorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Punto terzo: lo schermo è incredibile. In realtà non è qualcosa a cui si dà importanza quando lo si guarda le prime volte, ma una volta che ci si è abituati è impossibile tornare indietro, un 3GS sembra un prodotto di secoli fa. Avvertimento: le applicazioni non ancora ottimizzate per questo display creano rush di nervosismo incontrollabili. Vi troverete a cercare aggiornamenti su AppStore convulsamente sperando che quell&amp;#8217;ultima sgranatissima icona venga messa a posto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Punto quarto: il segnale. Esiste il problema dell&amp;#8217;antenna? Sì, esiste. Ma non è un problema. Nel mio caso, tenere un grip di un certo tipo ha fatto scendere il segnale, ma questo non ha mai avuto riflessi nella vita reale. Quello che intendo è che forse normalmente non tengo l&amp;#8217;iPhone in quel modo ma in ogni caso non ho mai accusato alcun problema a livello di chiamate cadute o altro. &lt;strong&gt;Anzi,&lt;/strong&gt; la ricezione in generale è decisamente migliore. Mi sono trovato ad avere campo in zone dove con il 3G non riuscivo nemmeno a inviare un SMS.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Punto quinto: la foto/video camera. Questa è stata davvero una sorpresa, il 4&amp;#160;ha un comparto multimediale spettacolare. Credo sia in assoluto una delle fotocamere che uso con più soddisfazione per il semplice motivo che è sempre con me scattando immagini più che dignitose. Con Apps come Instagram o Infinicam diventa veramente un piacere usarla. Ma i protagonisti veri sono i video: sono &lt;em&gt;impressionanti&lt;/em&gt;, né più né meno. Oltre al video, quello che davvero stupisce è l&amp;#8217;audio cristallino che riescono a catturare anche in ambienti rumorosissimi come una &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VYEEWYI_1wY"&gt;discoteca&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Punto sesto: i sensori. Il giroscopio indubbiamente aiuta, ma la sorpresa è il GPS. Già, quello stesso GPS che hanno introdotto nel 3G due anni fa. Ora è immediato nel fix, immensamente più preciso e finalmente &lt;strong&gt;completamente utilizzabile.&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Punto settimo: FaceTime. Su un telefono jailbroken e con un tweak per attivarlo anche in 3G, diventa una piacevolissima aggiunta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In sostanza quindi, l&amp;#8217;iPhone 4 non è altro che un nuovo iPhone. Non è una rivoluzione, non è un cambiamento. Fa tutto quello che facevano gli altri, soltanto molto molto meglio. La differenza è tale che venendo da un 3G sembra di aver cambiato completamente telefono. Ne vale la pena? Se avete ancora un 3G sì, senza alcun dubbio. Se avete un 3GS invece io aspetterei la nuova generazione dal momento che potete già usufruire di una fotocamera decente, multitasking e video recording.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1598543361</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1598543361</guid><pubDate>Wed, 17 Nov 2010 02:26:00 -0500</pubDate></item><item><title>Il punto della situazione</title><description>&lt;p&gt;Dunque, in risposta a tutte le vostre domande:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I post si sono fermati perché iniziata la prima sessione d&amp;#8217;esami di questo semestre. Sarebbe stato meglio se avessi avvertito prima, e avete perfettamente ragione ma sono stato letteralmente risucchiato da questi quattro parziali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel frattempo sto preparando le bozze di una serie di nuovi post che definirei succulenti, quindi non si tratta di tempo perso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Mi scuso ancora per questa assenza ma credo che possiate tutti capire che per un paio di settimane ho dovuto spostare le mie priorità, ovviamente non per questo ho abbandonato il blog e ve lo dimostrerò non appena tornerò a galla.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1407833205</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1407833205</guid><pubDate>Tue, 26 Oct 2010 13:30:23 -0400</pubDate></item><item><title>NV, migliorato</title><description>&lt;p&gt;Come ben sapete NV è per me un&amp;#8217;applicazione *essenziale*. Ebbene, qualcuno è persino riuscito a migliorarla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su &lt;a href="http://elasticthreads.tumblr.com/post/1283428380/notational-velocity-forked-fullscreen-mode-menubar"&gt;Elastic Threads&lt;/a&gt; trovate una sorta di add-on che aggiunge alcune cose davvero simpatiche. La possibilità di ingrandire a full-screen, chiudere il pannello delle note e altro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Io ho deciso di provarla e per il momento ne sono entusiasta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fatemi sapere! &lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1298134084</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1298134084</guid><pubDate>Tue, 12 Oct 2010 06:51:39 -0400</pubDate></item><item><title>And more Tumblr....</title><description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://mnmal.org/post/1256444441/and-more-tumblr"&gt;mnmal&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;I noticed that tumblr reset my customized html theme and all the changes were lost. Fortunately I had a back up and it’s back to its old self.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;TUMBLR, WHAT’S WRONG WITH YOU!&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Does Marco leaving means the technical guys left are incompetents? I find it hard to believe. So… What’s wrong with you!?&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Grazie per avermelo ricordato. Provvedo al backup.&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1261145363</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1261145363</guid><pubDate>Thu, 07 Oct 2010 03:08:44 -0400</pubDate></item><item><title>Il Mac Minimalista: Tecnologia Zen</title><description>&lt;a href="http://www.ilmacminimalista.it/post/1255547511/tecnologia-zen"&gt;Il Mac Minimalista: Tecnologia Zen&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;Quello di oggi è un guest post scritto per &lt;a href="http://www.ilmacminimalista.it"&gt;ilMacMinimalista&lt;/a&gt;, il blog di Diego Petrucci che ho già citato più volte in questi giorni. Per coerenza d’intenti, lo propongo anche qui. E’ una riflessione personale, un tentativo di focalizzare l’attenzione su un aspetto particolare di un mondo che sta cambiando ad una velocità supersonica. Mi piacerebbe continuare questo ragionamento, con tutti voi, per questo e per tutto il resto mi trovate su &lt;a href="http://www.twitter.com/andreamitrani"&gt;Twitter&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fin dai tempi della rivoluzione industriale la macchina (prima meccanica, poi elettronica) è stata concepita con l’idea di ottimizzare le risorse, ottenere di più in meno tempo, essere più produttivi, facilitarci la vita. Nella America della Golden Age gli elettrodomestici avevano lo scopo principale di ridurre il lavoro delle massaie.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il ruolo della tecnologia non è quasi mai cambiato, si tratta di renderci più produttivi. Fare di più, fare meglio, con minor fatica, minor tempo, minor disagio. Qui occorre fermarsi un attimo e fare un preciso ragionamento. Cosa intendiamo per “produttività”? Io personalmente intendo “fare meglio ed in minor tempo tutto ciò che ci serve per goderci la vita”. Perché però ciò possa avvenire, l’interazione tra noi e la macchina dev’essere qualcosa di fluido. Non dobbiamo pensare che l’oggetto che c’è tra le nostre mani sia un estraneo. Non dovremmo dover cercare di tradurre il nostro linguaggio affinché la macchina lo comprenda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La nostra interazione con la tecnologia presuppone nella maggior parte dei casi dei gesti artificiali. Ciò che viene chiamata “interfaccia utente”, sia essa hardware o software, non è altro che l’anello di congiunzione tra noi e la macchina. E’ molto più che l’opera di un grafico o di un designer, è un preciso modo di intendere il nostro mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ quella che io chiamo Tecnologia Zen. Una tecnologia che non serve a riempire la nostra vita di gesti, algoritmi e linguaggi a noi estranei ma che si inserisce perfettamente tra le pieghe delle nostre giornate, venendoci in aiuto in qualunque campo possibile, supportando il cervello umano e permettendogli di concentrarsi su cose più creative ed importanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non si tratta necessariamente di spingere la potenza dei dispositivi, si tratta di una continua ricerca verso la perfetta interazione tra i nostri due mondi, una interazione senza attriti. A nessuno serve un supercomputer il cui utilizzo presuppone un ragionamento più complesso di quello che gli si affiderebbe. E’ la volontà di approfondire il progresso tecnologico con un occhio più umanista, più incentrato su di noi. Un progresso che affronta in maniera disciplinata un numero infinito di campi di ricerca, dal design industriale a quello grafico, dalla programmazione alla ricerca dei materiali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E’ un cammino verso un mondo in cui personalmente mi piacerebbe vivere. Io mi sono già messo in moto. In fondo, mi sono accorto che parte di questa dimensione è già qui e che la nostra vita non aspetta altro che una tecnologia in grado di migliorarla e focalizzarla su ciò che conta davvero.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1256260701</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1256260701</guid><pubDate>Wed, 06 Oct 2010 12:05:44 -0400</pubDate></item><item><title>Il Mac Minimalista: Barboni digitali</title><description>&lt;a href="http://www.ilmacminimalista.it/post/1238394086/barboni-digitali"&gt;Il Mac Minimalista: Barboni digitali&lt;/a&gt;: &lt;p&gt;&lt;a href="http://www.ilmacminimalista.it/"&gt;Diego Petrucci&lt;/a&gt; oggi muove il primo passo verso un argomento che ho intenzione di approfondire anche io e coglie in pieno l’essere della questione:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Certe persone sono legate sentimentalmente ad oggetti fisici (o anche digitali) e faranno di tutto per non doversene liberare. Non c’è nulla di male, resta il fatto che questi saranno casi sporadici. Quanti film avete visto più di una volta (a meno che non siate addetti ai lavori)? Quanti album avete ascoltato più di dieci volte? Quanti giochi avete riniziato una volta completati? Pochi, pochi presumo. Nessuno vi impedisce di scaricare una copia fisica del vostro gioco preferito, ma ha senso fare lo stesso per gli altri cento? Non credo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;Certo è qualcosa che si fa fatica ad accettare. E’ una rivoluzione silenziosa, dolorosa per qualcuno. Occorre aprire gli occhi e imparare ad apprezzarne i vantaggi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;In particolare mi è capitato di parlare di questo fenomeno menzionando Spotify, un servizio che approfondiremo in un secondo momento e che davvero rappresenta qualcosa di &lt;em&gt;incredibilmente innovativo.&lt;/em&gt; Non solo perché è troppo bello per essere vero, ma soprattutto perché rappresenta un tornante violento nel nostro modo di intendere il possesso di un bene, rende ancora più effimera la proprietà digitale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Leggete quel post, illuminante, davvero.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://zenmac.tumblr.com/post/1241783548</link><guid>http://zenmac.tumblr.com/post/1241783548</guid><pubDate>Mon, 04 Oct 2010 06:53:05 -0400</pubDate></item></channel></rss>
